Dal momento che i siti Internet su questo territorio abbondano, e sono quasi tutti ricchissimi di riferimenti gastronomici, ricette e altro, non riteniamo necessario fare ripetizioni o copiature del lavoro altrui, ma, dato che oltretutto si tratta di lavoro ottimo, ci limitiamo ad un cenno sui principali prodotti del territorio, e sui piatti tradizionali che ne derivano.
Trattandosi di un territorio montuoso, le principali offerte di prodotti verranno dal bosco e dal sottobosco, come funghi, castagne, more, lamponi e mirtilli, ma anche cacciagione, come cinghiale e lepre. Non mancando un'agricoltura ancora a carattere familiare o quasi, abbondano i prodotti di eccellenza nel campo zootecnico, quali Parmigiano - Reggiano di alta qualita', formaggi, salumi, carni, oppure prodotti del campo quali ortaggi (ad es. patate ed erbe).


Fungo Porcino

Boletus edulis - Boltus edulis ssp. Reticulatus - Boletus aereus
rariss. Boletus regius


E' il noto fungo che cresce spontaneo nei boschi, e che ha costituito sempre per Borgotaro un sostanziosa risorsa economica. Non vi è Comune o Frazione che non rivendichi il Porcino migliore d'Italia. In realtà sono tutti ottimi sia freschi sia secchi, con inevitabili piccole differenze di colore, sapore o profumo, dovute al substrato, alla quota, ed alle essenze vegetali con le quali vive in simbiosi. Stupendi e saporiti i primi piatti a base di porcino, quali risotti e tagliatelle. Anche le scaloppine di vitello ai funghi non sfigurano in un menù raffinato. Ma se si vuole gustare il fungo nel suo pieno sapore lo consigliamo alla griglia o impanato e fritto.
Carlo Balestrazzi

Fungo Prugnolo o di S. Giorgio o Fungo della Saetta

Lyophyllum o Tricholoma o Calocybe Georgii var. Gambosum

Tipico agarico primaverile, compare infatti per S. Giorgio. Impossibile da confondersi, ma anche difficilissimo da trovarsi; in molti luoghi del nostro territorio è fatto quasi oggetto di culto. Chiamato Spinaroeu (Spinarolo) in molti dialetti, cresce solo in ben determinati posti, dove forma delle file, o cerchi, di carpofori fungini. Questi siti sono detti Spinaere. Ha un gusto ottimo ma anche abbastanza aromatico, perciò o piace da impazzire o non va proprio giù. Al di là di tutto, è un grande prodotto, meritevole di maggior considerazione anche al di fuori della cerchia degli estimatori locali, che usano consumarlo come condimento di primi piatti quali tagliatelle o tortelli. Le sue particolarità sono tali da collocarlo al di là del novero dei funghi "normali", e situarlo in quell'Olimpo gastronomico dove trovano il loro ambiente d'elezione cibi particolari, come tartufi, caviale, ostriche, eccetera. E' il degno protagonista di una delle nostre feste più famose, la Sagra del Prugnolo, che si tiene, appunto, in primavera.
Carlo Balestrazzi

Tartufo Nero

Tuber melanosporum - Tuber brumale - Tuber aestivum

Tutto il territorio dell'Appennino Parmense è adatto alla crescita del fungo ipogeo conosciuto come Tartufo o Trifola, usualmente nero, ma se ne rinvengono pure altre varietà, e Borgotaro ovviamente non fa eccezione, anche se è da precisare che il tartufo locale non spunta i prezzi da capogiro dei più nominati, come quello Bianco d'Alba o d'Acqualagna, o il Nero di Norcia. Più rinomato di quello della vallata del Taro è il tartufo nero di Fragno, paesino sui monti del Comune di Calestano, che ha saputo sfruttare economicamente questa risorsa spontanea con grande intuito e capacità, sebbene il suo tartufo sia a detta dei locali meno profumato di quello valtarese, anche se di pari sapore.
Carlo Balestrazzi

Formaggio PARMIGIANO REGGIANO

Il principale segreto della bontà di questo formaggio è insita nel foraggio dato alle mucche. Il Consorzio del Parmiginao Reggiano vigila attentamente affinchè il severo regolamento di alimentazione delle bovine da latte sia scrupolosamente seguito dagli allevatori e fornitori dei caseifici, in modo da garantire il massimo della qualità. La maggior parte del cibo delle bovine deve essere di produzione locale ed è per questo che i formaggi prodotti in montagna, dove la varietà di foraggi è maggiore, presentano una qualità veramente alta.  Altra importante caratteristica di questo formaggio è che non contiene nessun tipo di conservante, solo il trattamento e la lunga stagionatura sono i garanti dell'ottimo sapore e delle caratteristiche organolettiche tipiche del prodotto.

Vitello Valtarese

Da non confondere con il vitello alla valtarese, che è un arrosto di vitello ai funghi porcini. Il vitello valtarese è un vitello di razza bruno alpina (un tempo di razza montanara Appenninica) allevato esclusivamente a latte onde favorire la tenerezza e sapidità delle carni. Con detto vitello si possono fare arrosti scaloppine o per chi ha tempo e voglia un bell'asado (piatto ligure importato).

Castagna

frutto della Castanea sativa

Le castagne sono state una delle maggiori risorse alimentari della montagna si mangiavano mattina o sera, tutti i giorni, fresche o secche, come frutto o come farina.
Furono proprio le castagne che permisero agli abitanti di queste terre di sopravvivere. Uno dei piatti più usati era la zuppa di castagne secche. Tipica della zona anche la
polenta di farina di castagne, che si otteneva  attraverso l’essiccazione. Due i tipi di polenta: una abbastanza solida, simile a quella di farina di mais , che si tagliava a fette con il classico filo e si mangiava così o accompagnata da  formaggio casereccio o ricotta, la seconda, molto tenera, detta “pulèinta d’stèiza” perchè veniva distesa sopra un tagliere in legno posto in mezzo alla tavola e spesso veniva versato sulla stessa un impasto di latte, ricotta e pecorino.
Altri piatti tipici di Borgo val di Taro i padl’tti, frittelle dolci di farina di castagne veramente gustose, il pane di castagne,  i castagnacci e le pattone, E non dimentichiamo le saporite tagliatelle. Anche questo prodotto ispira un'altra nostra frequentata festa, quella appunto della Castagna. 

Selvaggina

Qui vale lo stesso discorso che si potrebbe fare per i funghi, la selvaggina pure sta diventando un must per questi territori, anche se spesso è di lontana provenienza. L'importante, con la Selvaggina in cucina, è la mano del cuoco. Quindi è consilgiabile preferire locali dove lo chef dia l'impressione di avere esperienza coi prodotti locali. I piatti più comuni sono quelli a base di Lepre e Cinghiale, ma ci permettiamo di suggerire, ove capiti, di assaggiare Pernice e Lumache, soprattutto con ricette locali che spesso sono DELIZIOSE. Anche le trote di ruscello, quando sono ruspanti, sono meritevoli di attenzione.

Miele

Di castagno Prodotto tra fine Giugno e Luglio dalle fioriture dei castagni selvatici di montagna, è un miele liquido dalla straordinaria versatilità, il più ricco di sali minerali; di colore ambra, talvolta carico e tendente al rossastro, al naso è aromatico e pungente, penetrante di aroma vegetale, dal tipico sapore "amarognolo" e tannico.
Millefiori Prodotto a cavallo tra Primavera ed Estate, non è un miele dalle caratteristiche omogenee, si tratta invece di un prodotto che caratterizza ogni apicoltura.