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Dal
momento che i siti Internet su questo territorio abbondano, e sono
quasi tutti
ricchissimi di riferimenti gastronomici, ricette e altro, non riteniamo
necessario fare ripetizioni o copiature del lavoro altrui, ma, dato
che oltretutto si tratta di lavoro ottimo, ci limitiamo ad un cenno sui
principali prodotti del territorio, e sui piatti tradizionali che ne
derivano.
Trattandosi di un territorio montuoso, le principali
offerte di prodotti verranno dal bosco e dal sottobosco, come funghi,
castagne, more, lamponi e mirtilli, ma anche cacciagione, come
cinghiale e lepre. Non mancando un'agricoltura ancora a carattere
familiare o quasi, abbondano i prodotti di eccellenza nel campo
zootecnico, quali Parmigiano - Reggiano di alta qualita', formaggi,
salumi, carni, oppure prodotti del campo quali ortaggi (ad es. patate
ed erbe).
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Fungo Porcino
Boletus
edulis - Boltus edulis ssp. Reticulatus - Boletus aereus
rariss. Boletus regius
E'
il noto fungo che cresce spontaneo nei boschi, e che ha costituito
sempre per Borgotaro un sostanziosa risorsa economica. Non vi è Comune
o Frazione che non rivendichi il Porcino migliore d'Italia. In realtà
sono tutti ottimi sia freschi sia secchi, con inevitabili piccole
differenze di colore, sapore o profumo, dovute al substrato, alla
quota, ed alle essenze vegetali con le quali vive in simbiosi. Stupendi
e saporiti i primi piatti a base di porcino, quali risotti e
tagliatelle. Anche le scaloppine di vitello ai funghi non sfigurano in
un menù raffinato. Ma se si vuole gustare il fungo nel suo pieno sapore
lo consigliamo alla griglia o impanato e fritto.
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Fungo Prugnolo o di S. Giorgio o Fungo della Saetta
Lyophyllum
o Tricholoma o Calocybe Georgii var. Gambosum
Tipico
agarico primaverile, compare infatti per S. Giorgio. Impossibile da
confondersi, ma anche difficilissimo da trovarsi; in molti luoghi del
nostro territorio è fatto quasi oggetto di culto. Chiamato Spinaroeu (Spinarolo) in molti dialetti, cresce solo in ben
determinati posti, dove forma delle file, o cerchi, di carpofori
fungini. Questi siti sono detti Spinaere. Ha un gusto ottimo ma anche abbastanza
aromatico, perciò o piace da impazzire o non va proprio giù. Al
di là di tutto, è un grande prodotto, meritevole di maggior
considerazione anche al di fuori della cerchia degli
estimatori locali, che usano consumarlo come condimento di
primi
piatti quali tagliatelle o tortelli. Le sue particolarità sono tali da
collocarlo al
di là del novero dei funghi "normali", e situarlo in
quell'Olimpo
gastronomico dove trovano il loro ambiente d'elezione cibi particolari,
come tartufi, caviale, ostriche, eccetera. E' il degno protagonista di
una delle nostre feste più famose, la Sagra del Prugnolo, che si tiene,
appunto, in primavera.
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Tartufo Nero
Tuber melanosporum
- Tuber brumale - Tuber aestivum
Tutto
il territorio dell'Appennino Parmense è adatto alla crescita del fungo
ipogeo conosciuto come Tartufo o Trifola, usualmente nero, ma se ne
rinvengono pure altre varietà, e Borgotaro ovviamente non fa eccezione,
anche se è da precisare che il tartufo locale non spunta i prezzi da
capogiro dei più nominati, come quello Bianco d'Alba o d'Acqualagna, o
il Nero di Norcia. Più rinomato di quello della vallata del Taro è il
tartufo nero di Fragno, paesino sui monti del Comune di Calestano, che
ha saputo sfruttare economicamente questa risorsa spontanea con grande
intuito e capacità, sebbene il suo tartufo sia a detta dei locali meno profumato di
quello valtarese, anche se di pari sapore.
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Formaggio PARMIGIANO REGGIANO
Il
principale segreto della bontà di questo formaggio è insita nel
foraggio dato alle mucche. Il Consorzio del Parmiginao Reggiano vigila
attentamente affinchè il severo regolamento di alimentazione delle
bovine da latte sia scrupolosamente seguito dagli allevatori e
fornitori dei caseifici, in modo da garantire il massimo della qualità.
La maggior parte del cibo delle bovine deve essere di produzione locale
ed è per questo che i formaggi prodotti in montagna, dove la varietà di
foraggi è maggiore, presentano una qualità veramente alta.
Altra
importante caratteristica di questo formaggio è che non contiene nessun
tipo di conservante, solo il trattamento e la lunga stagionatura sono i
garanti dell'ottimo sapore e delle caratteristiche organolettiche
tipiche del prodotto.
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Vitello Valtarese
Da non confondere con il vitello alla valtarese, che
è un arrosto di vitello ai funghi porcini.
Il vitello valtarese è un vitello di razza bruno alpina (un tempo di
razza montanara Appenninica) allevato esclusivamente a latte onde
favorire la tenerezza e sapidità
delle carni. Con detto vitello si possono fare arrosti scaloppine o per
chi ha tempo e voglia un bell'asado (piatto ligure importato).
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Castagna
frutto
della Castanea sativa
Le castagne sono state una delle maggiori risorse
alimentari della montagna si mangiavano mattina o sera, tutti i
giorni, fresche o secche, come
frutto o come farina.
Furono proprio le
castagne che permisero agli abitanti di queste terre di
sopravvivere. Uno dei piatti più usati era la zuppa di castagne secche.
Tipica della zona anche la polenta di farina di castagne, che si
otteneva attraverso l’essiccazione. Due i tipi di polenta: una
abbastanza solida,
simile a quella di farina di mais
, che si tagliava a fette con il classico filo e si mangiava così o
accompagnata da formaggio casereccio o ricotta, la seconda,
molto
tenera, detta
“pulèinta d’stèiza”
perchè veniva distesa sopra un tagliere in legno posto in mezzo alla
tavola e spesso veniva versato sulla stessa un impasto di latte,
ricotta e pecorino.
Altri piatti
tipici di Borgo val di Taro i padl’tti,
frittelle dolci di farina di castagne veramente gustose, il pane di
castagne, i castagnacci e le pattone, E non dimentichiamo le
saporite tagliatelle. Anche questo prodotto ispira un'altra nostra
frequentata festa, quella appunto della Castagna.
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Selvaggina
Qui vale lo stesso discorso che si
potrebbe fare per i funghi, la selvaggina pure sta diventando
un must
per questi territori, anche se spesso è di lontana provenienza.
L'importante, con la Selvaggina in cucina, è la mano del cuoco. Quindi
è consilgiabile preferire locali dove lo chef
dia l'impressione di avere esperienza coi prodotti locali. I piatti più
comuni sono quelli a base di Lepre e Cinghiale, ma ci permettiamo di
suggerire, ove capiti, di assaggiare Pernice e Lumache, soprattutto con
ricette locali che spesso sono DELIZIOSE. Anche le trote di ruscello,
quando sono ruspanti, sono meritevoli di attenzione.
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Miele
Di castagno Prodotto
tra fine Giugno e Luglio dalle fioriture dei castagni selvatici di
montagna, è un miele liquido dalla straordinaria versatilità, il più
ricco di sali minerali; di colore ambra,
talvolta carico e tendente al rossastro, al naso è aromatico e
pungente, penetrante di aroma vegetale, dal tipico sapore "amarognolo"
e tannico.
Millefiori Prodotto
a cavallo tra Primavera ed Estate, non è un miele dalle caratteristiche
omogenee, si tratta invece di un prodotto che caratterizza ogni
apicoltura.
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